LA TECNICA DIVENTA ARTE

Una spatola o un tampone di pelliccia, per stendere la tinta ed ottenere effetti di sfumatura policroma. È l’uomo del Paleolitico ad aver per primo intuito il valore della pittura a spatola con la quale conferire armonia e profondità alle pitture rupestri. Per quanto nel tempo cambiò il metodo di utilizzo, i materiali, le superfici di pittura, e lo spirito che muoveva al suo utilizzo, dagli egiziani ai greci, dai romani fino ai giorni nostri, diversi artisti si sono confrontati con questa tecnica sfruttandola per la sua resa espressiva. Ne fece uso Tiziano in un suo celebre autoritratto e poi esponenti del Romanticismo come William Turner e Théodore Géricault e poi ancora il fondatore della scuola realista ottocentesca Gustave Courbet, ma fu con l’Impressionismo e l’Espressionismo che la tecnica a spatola si affermò. Francisco Goya e James Ensor apprezzavano la sua notevole rapidità di esecuzione che permetteva di stratificare il colore (senza attendere l’asciugatura di quello ad olio) e di delineare una matericità brillante e lucente della tela. Il soggetto dipinto si animava così di un senso di realtà più presente. È con il tempo, con nuovi strumenti, con le nuove esigenze degli artisti che RGM si è sempre confrontata e continua anche oggi a dialogare. Perché per noi una nuova espressione dell’arte corrisponde ad una nuova evoluzione della tecnica.

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